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La giusta (Pro)chimica: una stagione d’orgoglio

Quando la forza del gruppo supera ogni avversità. Il 3-2 che ha sconfitto la Igor, specchio del percorso in campionato della squadra forgiata da coach Simone Marangio.

La vittoria contro la Igor Volley Trecate è stata una dolcissima ciliegina sulla torta, da chiedere il bis. Bis che però non ci sarà, perché il 3-2 di forza, personalità e coraggio firmato dalla Prochimica sabato in rimonta sul pitturato del PalaSarselli ha calato il sipario sul campionato di B1 2022/2023.

Tabellone azzerato e standing ovation. Cristina Mariottini e compagne festeggiano oggi il quinto posto nel Girone A con 14 vittorie conquistate: «Nonostante la partita non contasse più nulla ai fini della classifica, la squadra fino alla fine ha voluto meritare sul campo gli applausi – commenta coach Simone Marangio –. Come in tutte le gare della stagione, le ragazze hanno lottato contro i tanti episodi avversi che abbiamo dovuto affrontare in questi mesi. Le nostre avversarie ci hanno messo una grandissima pressione con la loro fisicità a muro e le qualità di attacco. Devo dire che la Igor ha due-tre schiacciatori davvero molto interessanti e di prospettiva».

Il quinto posto vuol dire missione ampiamente compiuta in casa Virtus: «Fin dal primo allenamento della stagione abbiamo cercato di costruire fiducia nelle ragazze – spiega il coach –. Il nostro non è stato un percorso lineare a causa dei troppi traumi diretti che hanno letteralmente falcidiato il gruppo». La Prochimica prima ha perso Maria Chiara D’Adamo e Lara Colombini, poi ha dovuto fare i conti con l’infortunio di Gaia Biondi, out per oltre un mese: «Ogni volta abbiamo dovuto reinventarci e trovare nuove soluzioni – racconta il coach –. È stato un continuo aggiustamento, abbiamo provato e rischiato, a volte ci è andata bene come contro Volpiano, altre meno bene come a Bra».

Ecco, forse proprio lì, sul campo della Libellula la Virtus ha lasciato gli unici piccoli rimpianti della sua stagione bella e importante: «L’11 marzo – racconta il coach – giochiamo in casa contro Genova, Gaia si fa male, scende lo stesso in campo e perdiamo 3-2. Il weekend dopo siamo a Bra e veniamo sconfitti in tre set. Sì, quei cinque punti persi sono stati abbastanza pesanti. Probabilmente avremmo potuto cercare di agguantarne uno o due in più per rimanere in corsa Playoff ancora qualche settimana…».

Una leggera fase down che non oscura minimamente una stagione affrontata a testa altissima: «Alla fine ci siamo sempre rimboccati le maniche e non ci siamo mai accontentati – aggiunge il coach – . Abbiamo rincorso nuove soluzioni e questo ci rende abbastanza tranquilli e con la coscienza pulita. Le ragazze hanno fatto veramente il massimo, anche a livello di disponibilità in palestra non c’è nulla da dire: non si poteva fare di più».

In tre istantanee coach Marangio prova a riassumere sette lunghi mesi di lavoro e partite. La prima foto della stagione nerofucsia è in alcuni abbracci davvero sentiti delle ragazze a Castelfranco contro la capolista: «Dopo un recupero, una fatica immane… La felicità per aver conquistato insieme un punto, un set o una partita… Sono momenti questi che valgono tutti gli sforzi fatti in palestra».

Seconda istantanea, la vittoria contro la fortissima formazione di Volpiano (25 marzo, 3-0 e balzo a -3 dalla zona Playoff): «Sulla carta erano decisamente più quotate di noi per occupare i primi posti in classifica. Nonostante non potessimo contare su Gaia Biondi – ricorda il coach -, con un modulo diverso e insolito per queste categorie, giocando cioè con quattro giocatori esterni e il palleggiatore che murava al centro, abbiamo conquistato tre set e il match, un successo incredibile».

Il terzo scatto di un campionato da incorniciare è anche quello più fresco, l’ultimo uscito dal rullino, «la vittoria di sabato contro la Igor». Torna lì coach Marangio: «La squadra ci è arrivata stanchissima e nonostante tutto ha dato l’anima. Era sotto contro un’avversaria che ha lottato per non retrocedere e ha tirato fuori l’ultima goccia di sudore per chiudere al meglio la stagione». Tre a due, tabellone azzerato, sipario e standing ovation. La Prochimica ha onorato il percorso, la maglia, i colori del club e della città che rappresenta. Avete perfettamente ragione: questo quinto posto alla fine vale molto molto di più.

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